Ultima modifica: 11 Marzo 2020
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Lettera del Dirigente Scolastico ad alunne e alunni

Alle alunne e agli alunni

COVID 19.  È per questa sigla che i corridoi e le aule sono vuote e nessun alunno entra più in presidenza per una richiesta, per denunciare un compito in classe a sorpresa o semplicemente per un’interrogazione insufficiente. Abituato a girare per corridoi e classi vi dico che mi mancate. Tornano alla mente autori che descrissero altre pandemie, Virgilio, Boccaccio, Manzoni. Rileggere le loro pagine può aiutarci a comprendere meglio i dubbi di oggi e a misurare l’importanza del vivere insieme (già Aristotele affermava che “l’uomo è per natura socievole”). Anche quando tutto sarà finito, Il COVID 19 ci obbligherà esistenzialmente a fare i conti con la fragilità della nostra vita. Nel finale della “Peste” A. Camus scrive: “Ascoltando i gridi d’allegria che salivano dalla città, Rieux ricordava che quell’allegria era sempre minacciata … che il bacillo della peste non muore mai”. Riflettere sulla condizione umana non significa, tuttavia, indulgere al pessimismo ma lavorare per una ripartenza con nuova linfa.

Per ora, in attesa di ritornare a vivere la quotidianità del liceo, ci accontentiamo delle lezioni on line. È l’occasione per immaginare una didattica nuova e un utilizzo virtuoso dei social e per questo ringrazio tutti i docenti che in questi giorni ricercano modalità diverse per veicolare lezioni, compiti. Eppure, se da un lato possiamo sperimentare la portata innovativa della tecnologia, non possiamo non constatare come la bellezza dei rapporti umani si sviluppi in presenza, tra persone che si guardano, che siedono le une accanto alle altre. Le mail, i comunicati tramite registro elettronico servono ma manca il “quid” di un annuncio dato in classe dove, dai volti, comprendi subito l’approvazione o meno degli allievi. I ragionamenti si fanno, oggi, per telefono ma sono privi dello sguardo che rende profondamente umana una conversazione. E poi, l’online sarà anche una novità ma vuoi mettere il compagno di banco che sussurra mentre la prof. legge Dante o l’adrenalina di un messaggino che arriva mentre il Prof. Peluso spiega matematica o la meraviglia per la compagna che interrogata risponde a tutte le domande e non sai come faccia.

Carissimi alunni/e è un momento non facile ma è anche l’ora della serietà che ci impone di lavorare, di studiare anche se non siamo fisicamente in classe. Lo dobbiamo a noi stessi, ai prof., alla società. Anche in una lezione on line c’è il nostro, il vostro domani di uomini e donne. Come per Manzoni la peste se ne andò così come era venuta, presto – almeno speriamo – il COVID 19 passerà e il futuro non deve trovarci impreparati.

Cari ragazzi e ragazze arrivederci a presto

Varese, 5 marzo 2020

Il Dirigente Scolastico

Prof. Giovanni Ballarini




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